Breve storia della Confraternita di San Nicodemo confessore

Il sodalizio di Daffinà e le vicende dei suoi fondatori

L’origine della confraternita “San Nicodemo Confessore” in Daffinà di Zambrone, affonda le sue radici nel XVIII secolo, precisamente, le notizie contenute nei registri parrocchiali, citano chiaramente che la confraternita è attiva, sin dal 1725. Ricordiamo a proposito che il santo patrono di Daffinà è San Nicodemo, da cui prende il nome appunto, la confraternita; dalle informazioni provenienti dai registri parrocchiali esistenti, l’antica chiesa porta il suo nome (Parrocchia S. Nicodemo Confessore) già dal 1631. La confraternita nel 1725 ebbe come primo procuratore storico o meglio fondatore, Nicola Ventrice. La confraternita sin dalla sua origine e fino al momento della sua dissoluzione, disponeva come fonti di finanziamento, a cui faceva riferimento per il suo mantenimento, essenzialmente due: la quota versata al momento dell’iscrizione dai confratelli, e le elargizioni raccolte con la cassetta domenicale. Inoltre, la confraternita sin dalla sua nascita svolge una duplice funzione. La prima naturalmente, è d’ispirazione religiosa, in quanto il parroco è il suo rappresentante, non è casuale infatti che gli iscritti alla confraternita, oltre ad osservare scrupolosamente i precetti pasquali, confessarsi, comunicarsi, assistere moralmente i confratelli ammalati, risultano secondo lo statuto:” diligentissimi a dargli le esequie”. Dunque partecipano in maniera formale al rito funebre. La seconda funzione della confraternita, è di natura solidaristica, poiché alle spese relative alla sepoltura provvedeva la stessa congrega.
Una pagina di storia molto importante per la confraternita è quella rappresentata dal XX secolo, proprio perché costituita da avvenimenti, iniziative e varie vicende che iniziano a svilupparsi nei primi anni del “900” sino a culminare negli anni del secondo dopoguerra, e purtroppo protratti e durati solo sino alla fine degli anni Settanta, periodo in cui la congrega cesserà la sua funzione emblematica a causa di carenza di iscrizioni da parte di nuovi confratelli. Tra le figure encomiabili del XX secolo che gestirono e curarono la congrega, spetta un posto particolare al Sig. Nicodemo Taccone, da sempre assiduamente impegnato nei festeggiamenti patronali del santo patrono, di cui orgogliosamente portava il suo nome. Altra figura emblematica ed esempio di sacerdote è stato il Reverendo-Parroco Francesco Lo Torto, che ancora oggi viene ricordato con sinceri sentimenti ed affetto dalla comunità di Daffinà, per il suo spirito carismatico e la sua operosità.
Ebbene ricordare però, che un posto di particolare prestigio, per quanto riguarda la gestione e amministrazione economica della confraternita, spetta, a un personaggio molto ambito e stimato da tutti, nel circondario zambronese e non solo, ovvero Antonino Grillo (classe:1929) figlio del noto Cavaliere Antonio. Egli con dedizione e passione, curò particolarmente la vita della confraternita. Antonino Grillo con la sua operosità encomiabile e sincera, diede splendore e dignità alla congrega, occupandosi soprattutto delle cerimonie liturgiche, come ad esempio i riti della settimana santa, che vedeva impegnati i confratelli nel digiuno e nella penitenza, e inoltre nella assidua adorazione dinnanzi ai cosiddetti “sepolcri”, dalla sera del giovedì santo, sino alle prime luci dell’alba del venerdì santo. Antonino Grillo ricoprì per molti anni all’interno della confraternita il ruolo ufficiale di Cassiere, incarico che gli fu affidato dal direttore spirituale e dal priore. Entrambi affidarono questo particolare e delicato compito proprio a lui, poiché conoscevano la singolarità della sua famiglia, e l’alta dignità morale e i sani principi che il nuovo cassiere della confraternita possedeva. Antonino Grillo inoltre fu molto scrupoloso e fiscale nel condurre il suo abituale compito di cassiere, come ricorda appunto la figlia Marianna:” mio padre aveva e manifestava una correttezza e precisione esagerata, quando abitualmente si cimentava nei conteggi e nel pagamento delle spese relative alla sepoltura dei confratelli, ricordo gioiosamente, quando egli allontanava me e mia madre Maria, dal suo studio, dicendoci che potevamo fargli saltare le operazioni di calcolo”. Da questa bellissima testimonianza possiamo desumere, quanto Antonino Grillo, teneva alla confraternita e alla sua comunità. Egli continuò inoltre a sentirsi appartenente alla sua tanto cara e stimata confraternita, anche dopo gli eventi, che provocheranno il crollo e lo scioglimento della confraternita religiosa in Daffinà; di particolare rilevanza fu il suo vivo impegno e interesse per il rinnovamento del cimitero daffinese, le cui condizioni erano deplorevoli e fatiscenti. Antonino Grillo, inoltre, continuò operosamente la sua attività, sollecitando l’amministrazione comunale e la parrocchia, ad iniziare i lavori di rifacimento dell’ antica cappella cimiteriale, un tempo custodita dall’omonima confraternita, e ubicata all’interno del campo santo di Daffinà. I lavori di ristrutturazione furono definitivamente portati a termine, non solo grazie alle continue richieste sollecitanti di Antonino, ma anche grazie a una donazione di una elevata somma di denaro, corrisposta e donata dallo stesso Antonino Grillo. Attualmente la cappella è aperta al culto e settimanalmente viene celebrata la santa messa, e soprattutto il 2 novembre, nella solennità dei defunti, si svolge la commemorazione di tutti i morti, alla presenza delle autorità civili e religiose. Antonino Grillo muore a Vibo Valentia il 09 marzo 2015. Ancora oggi il suo sincero sorriso e la sua disponibilità amichevole non vengono dimenticati dai suoi concittadini zambronesi, che ne conservano tutti, nel più profondo del cuore i suoi valori, sani principi e insegnamenti.

Autore dell'articolo: Gabriele Vallone

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