Fila infinita per i vaccini e mamme infuriate per le attese estenuanti


Centotrenta mamme in fila coi loro bambini all’ufficio vaccinazioni di Tropea. Questo lo scenario che, stamane, avrebbe trovato chiunque si fosse recato al quinto piano dell’ospedale della cittadina tirrenica.
Ci sono stati genitori che hanno dovuto fare anche 7 ore di fila per poter vaccinare i propri bambini, alcuni dei quali di pochi mesi di età.
Un disagio infinito per chi, durante questa lunga ed estenuante attesa, ha dovuto far fronte anche ai bisogni dei pochi piccoli: c’era chi ha dovuto cercare un posto dove cambiare il pannolino (magari utilizzando la propria auto posteggiata nel parcheggio del nosocomio), chi ha dovuto allattare e chi era alle prese con pappette e biberon. Altri genitori hanno dovuto abbandonare la fila per svariati motivi, come andare a prendere altri figli all’uscita di scuola, o hanno desistito perché il loro permesso dal lavoro era ormai terminato. Altri, infine, più semplicemente sono dovuti andar via perché i bimbi erano troppo stanchi.
Questo avviene perché l’ufficio, dalla fine di luglio e durante tutto il mese di agosto è stato chiuso all’utenza. Ma il sovraccarico di lavoro si era già registrato durante le ultime settimane di lavoro dei mesi passati. L’ufficio, infatti, che sarebbe dovuto rimanere aperto in tre giorni a settimana (lunedì, martedì e giovedì) già nei mesi di maggio e giugno era rimasto chiuso nelle giornate del giovedì.
Quest’ultimo fatto, in pratica, ha fatto saltare tutte le prenotazioni dei richiami vaccinali per i bambini prenotati nei giorni di giovedì e ha creato un sovraccarico di utenza nei due giorni in cui l’ufficio era rimasto aperto.
Ma il problema di smaltire l’utenza in eccesso, cosa che comunque non è avvenuta, ha causato un’ulteriore problematica: le prenotazioni sono letteralmente saltate e già durante i primi mesi estivi il quinto piano dove ha sede l’ufficio si è riempito di gente.
In pratica, già prima della chiusura agostana, molte persone prenotate per il lunedì o martedì si sono sentite dire che la prenotazione non aveva più valore e che si sarebbe rispettato solo l’ordine di arrivo e pertanto, anche alcune di queste persone, assieme a quelli che erano prenotati per le giornate di giovedì, per via dell’alto numero di gente presente, non sono riuscite a vaccinare i propri figli nel giorno previsto.
Ma c’è di più, perché, da come raccontano molte persone e da ciò che risulta dalle documentazioni – basta consultare i libretti di moltissimi bambini – il personale ospedaliero ha più volte cambiato il piano vaccinale dei bambini, spiegando talvolta che erano cambiate le linee guida ministeriali, altre volte che il precedente piano non era corretto, altre volte ancora, spiegando in maniera semplice e onesta che ciò era necessario per via dei vari ritardi accumulati dall’ufficio.
Questo, in sintesi, è ciò che è avvenuto nelle settimane passate e che ha causato la situazione odierna.
Nella giornata di oggi, tra l’altro, alcune persone si sono sentite male a causa del gran caldo. Si immagini una mamma in piedi per oltre 5 ore con un bimbo in braccio in un corridoio in cui erano stipate altre 250 persone tra mamme, bambini da vaccinare e altra prole al seguito!
Tra le persone che hanno accusato un malore per il gran caldo c’era probabilmente proprio un dipendente dell’Asl del servizio vaccinazioni, che alle 12 circa si è visto costretto ad abbandonare il posto di lavoro.
A quell’ora, il bigliettino in mano alla prima della fila era il 57, ciò significa che in coda c’erano ancora più di 70 persone!
Ai tanti genitori che hanno provato a chiedere spiegazioni per via telefonica è stata data sempre la stessa risposta: non è possibile far fronte a questa situazione per via della mancanza di ulteriore personale. In questo modo si vorrebbe far ricadere le colpe, in maniera indiretta, su chi ha responsabilità politiche, sul blocco dei turnover, sui soliti problemi gestionali che affliggono tutta la sanità calabrese.
Ma la realtà è che i dirigenti dell’Asl, dinnanzi all’impossibilità di far fronte a questa situazione che dura da mesi e che ora è diventata ingestibile, non hanno ancora preso provvedimenti seri e risolutivi e dimostrano anzi di non essere assolutamente all’altezza del loro compito. Se fossero davvero in buona fede, dovrebbero essere i primi a protestare accanto all’utenza e, forse, farebbero bene a dimettersi dal loro incarico per obbligare il mondo della politica a fare il proprio dovere.

Autore dell'articolo: Francesco Barritta

Francesco Barritta
Direttore responsabile del bimestrale TropeaInforma e del sito collegato, è stato collaboratore delle testate "Calabria Ora" dal 2007 al 2010 e "Gazzetta del Sud" dal 2010 al 2012. Ha inoltre diretto il mensile "Tropeaedintorni.it" dal 2010 al 2014 e ha scritto articoli per varie testate.

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