La lettera di una paziente: “Non trasferite il prof. Ussia”

di Anna Maria Tripodi

Da qualche giorno sul web, si parla di un possibile trasferimento dall’azienda ospedaliera di Vibo Valentia di un ottimo chirurgo ortopedico, il Dott. Ussia. Sono una cittadina Vibonese che quindici giorni fa ha avuto un incidente stradale e che ha riportato parecchi danni, tra cui una brutta rottura di tibia e perone. Nonostante lo sfortunato accaduto, ritengo di essere stata molto fortunata, poiché ho incontrato il Prof. Ussia, persona umana e responsabile che mi ha subito trasmesso fiducia. Sappiamo tutti in che condizioni grava la sanità calabrese ed in particolare quella del Vibonese, come cittadina mi auguro che il Dottore rimanga ad operare nel nostro ospedale che ha tanto bisogno di queste figure. Inoltre ritengo sia anche una risorsa e un esempio per gli altri medici dell’azienda ospedaliera, altrettanto validi ma magari più giovani e quindi con meno esperienza di lui. Vorrei esprimere il mio rammarico (semmai questo dovesse accadere) e preoccupazione, raccontando la mia esperienza. Subito dopo l’incidente sono stata portata all’ospedale di Tropea per un primo soccorso, ma in seguito trasferita a Vibo nella speranza di un possibile ricovero, ma ahimè in nessun ospedale della Calabria c’era un posto libero e quindi da Vibo mi è stato suggerito di ritornare a Tropea. Fortunatamente dopo pochi chilometri di tragitto da Vibo verso Tropea, siamo stati avvisati di ritornare indietro. È proprio in questa situazione che ho potuto notare l’umanità di questa persona, che visto il “caso disperato” ha trovato il modo di potermi aiutare. Da lì in poi sono stata preparata all’intervento e fortunatamente ora sono in fase di guarigione. Ora però mi sorge un’altra preoccupazione, tra un anno dovrò affrontare un secondo intervento per rimuovere staffe e viti  inseritemi e se il professore verrà trasferito, chi mi opererà? Una cosa è certa, farò in modo di essere operata da lui anche a costo di dovermi spostare in un’altra città. La domanda mi sorge spontanea, perché, nella nostra città, le persone che si dedicano al lavoro e a migliorare la sanità incontrano all’interno della struttura sanitaria (anche al di fuori) forti resistenze da chi dovrebbe garantire e facilitare l’operato di un professionista come il Dott. Ussia?

Autore dell'articolo: Redazione

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TropeaInforma.it – Autorizzazione del Tribunale di Vibo Valentia n. 1/14 del 01/07/2014 (ISSN 2420-8280)

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