Macrì non è d’accordo con la proroga dello scioglimento del Comune

La proroga dello scioglimento del comune di Tropea per ulteriori sei mesi deliberata dal Consiglio dei Ministri nella riunione dello scorso 21 marzo, ridona attualità alla delicata questione della necessità di apportare dei significativi correttivi all’art. 143 del Testo Unico sugli Enti Locali. Una norma medievale, di natura squisitamente inquisitoria, di una genericità e di una vaghezza tali da prestare il fianco ad un uso discrezionale talmente vasto che spesso sconfina nell’arbitrio più totale.
Una legge che, visti i risultati, è servita solo ad alimentare la lobby dei burocrati che grazie alla stessa percepiscono indennità faraoniche per fare non si sa bene cosa. Un business milionario sul quale il nuovo Parlamento dovrebbe finalmente intavolare una riflessione seria.
Il discorso è generale, tuttavia, mi voglio limitare a quello che avviene in casa nostra. Qui abbiamo una terna commissariale che, tra indennità e rimborsi, percepisce una somma che si aggira sugli euro 150.000 complessivi annui, importo che (la qual cosa rappresenta un unicum nella pubblica amministrazione) si cumula interamente al loro stipendio da dipendenti pubblici. Il tutto per essere presenti a Palazzo Sant’Anna due volte alla settimana con risultati che ogni cittadino può serenamente giudicare. Da sottolineare, a tale ultimo riguardo, come i commissari, a differenza degli eletti, abbiano avuto la possibilità di attingere a personale esterno di propria fiducia. Un conto economico, dunque, salatissimo di fronte al quale i vituperati costi della politica – quanto meno al livello di enti locali – impallidiscono.
Nonostante ciò, non ci resta che pregare per loro, sperando che vengano illuminati dalla consapevolezza dell’importanza del loro incarico in un realtà come Tropea, quindi, dal senso di responsabilità in modo da attivarsi per rendere quantomeno presentabile la città. L’appuntamento delle festività pasquali, la prima e più importante vetrina in vista dell’estate, come da previsioni, verrà bucato per il secondo anno consecutivo, tuttavia, auspichiamo che almeno nel mese di aprile qualcosa inizi a muoversi.
Comunque sia, siamo in attesa di poter visionare, in tempi – si confida – brevi, il decreto di proroga per capire quale straordinario ragionamento logico giuridico sottenda al superamento dei rigorosi paletti posti dall’art. 143, c. 10, T.U. sugli Enti locali. Solo allora potremo determinarci sulle azioni da intraprendere. Non è ancora detto, infatti, che le cose rimangano così e, anche se sarà difficile andare ad elezioni per il prossimo mese di giugno, un eventuale provvedimento di sospensione, qualora decidessimo di presentare un ricorso al TAR del Lazio, determinerebbe il subentro alla terna di un commissario della Prefettura di Vibo Valentia che, di sicuro, avvertirebbe il peso, l’onere e l’onore di amministrare una città come Tropea. Una soluzione certamente auspicabile in un quadro così drammatico.

Autore dell'articolo: Giovanni Macrì

Giovanni Macrì
Libero professionista co-titolare dello studio legale Rombolà-Macrì, è stato vicesindaco di Tropea e ha ricoperto cariche dirigenziali in Enti pubblici e privati. Attualmente è membro del Consiglio comunale di Tropea, capogruppo di Forza Tropea.

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