Pannaconi invasa dall’allegria dei giovani durante l’evento “Musica a Colori”, nel ricordo di Antonio Elia Guerrera

Un susseguirsi di emozioni ha caratterizzato anche quest’anno “Musica a Colori”, l’evento organizzato dalla Fondazione Antonio Elia Guerrera in occasione del 4° anniversario dalla scomparsa del giovane musicista pannaconese.

Un’indescrivibile serie di immagini positive è sicuramente rimasta nel cuore di chi ha avuto il privilegio di essere presente a Pannaconi il 30 settembre: bimbi sorridenti in festa, accompagnati dalle loro maestre, hanno riempito di allegria e di gioia un intero angolo della piccola frazione collinare di Cessaniti.

La manifestazione, che ha avuto inizio la mattina presto in piazza “Antonio Elia Guerrera”, si è aperta con la “Giornata dell’Arte”, che quest’anno è giunta alla sua terza edizione.

Oltre ai tanti bambini del posto e ai giovanissimi studenti delle scuole medie, erano presenti anche i ragazzi del liceo artistico “Colao” di Vibo Valentia, che si sono cimentati nella realizzazione di originali dipinti su tela, successivamente esposti in una mostra all’aperto, e quelli del liceo statale “Capialbi” di Vibo Valentia, assieme ad alcuni ex compagni e amici di Antonio Elia, che di fronte al monumento in granito posto ai piedi del titanico murales realizzato sulla parete di palazzo Guerrera, hanno dato vita ad un concerto, supportati dall’accompagnamento alla pianola del bravissimo musicista Antonio Franzé. E lo hanno fatto anche interpretando a più riprese e con differenti stili la canzone “Lu ventu allegru”, scritta e musicata da Antonio Elia e divenuta un vero e proprio inno alla vita e all’amore, che tutti i bambini di Pannaconi conoscono a memoria e hanno cantato a squarciagola.

Accanto ai laboratori di lavorazione della creta, durante i quali i bimbi hanno dato libero sfogo al proprio estro, di disegno e di pittura, che si sono tradotti in coloratissimi cartelloni e tele, in un laboratorio creativo posto al centro del vialetto sono state poi realizzate anche le sagome dei giganti Mata e Grifone, utilizzando la tecnica della lavorazione della carta pesta. La gioia dei giovani partecipanti è stata palpabile per tutta la mattinata, perché “Musica a Colori” è soprattutto questo: un’occasione per ricordare Antonio, cantando le sue canzoni e continuando a tenere in vita la memoria di ciò che lo appassionava tanto.

Proprio per questo non poteva mancare un angolo in cui sono state esposte le lire che Antonio stava costruendo e, accanto ad esse, una serie di nuovi strumenti musicali che altri giovani stanno iniziando a realizzare grazie al lavoro di diffusione della cultura tradizionale che la Fondazione sta portando avanti.

Subito dopo una breve pausa in cui è stata offerta a tutti una ricca merenda e mentre venivano esposti sulle pareti antistanti a casa Guerrera i vari disegni realizzati durante la mattinata, l’entusiasmo ha preso il sopravvento soprattutto tra i “ragazzi” delle associazioni di volontariato “Dopo mamma e papà”, “L’isola che non c’è” e “Fiori nel deserto”, che si sono messi a danzare la tarantella con la loro allegria coinvolgente.

Nel primo pomeriggio si è poi tenuta una Santa Messa nella vicina chiesa parrocchiale, in suffragio di Antonio Elia, mentre l’aria di festa è proseguita in serata con il concerto musicale aperto dalla lira battente del musicista jonico Cataldo Perri e proseguito con il giovane ma già affermato gruppo etno-popolare Amakorà, che si è esibito interpretando i brani del proprio apprezzatissimo repertorio, non ultimo il disco “Viva sta vita”.

Un fuori programma commovente è stato poi regalato dalla cantante Angelica Fortunato, cugina di Antonio, che gli ha dedicato una canzone di Elisa, e Bruno Evola, che ha interpretato la canzone “Dove riposano i colori”, scritta dalla mamma di Antonio per la ricorrenza del 26 febbraio 2014 (data in cui avrebbe dovuto festeggiare 18 anni).

Con “Musica a Colori”, la Fondazione Antonio Elia Guerrera ha di certo centrato anche quest’anno l’obiettivo di offrire ai tanti giovani coinvolti l’occasione di divertirsi e di trascorrere dei momenti di spensierata allegria, condividendo momenti di gioia, lavorando assieme per realizzare piccoli prodotti artistici, cantando e danzando al ritmo della musica che piaceva di più ad Antonio.

E la conferma che tutto ciò sia molto importante e abbia una concreta ricaduta positiva per tanti giovani deve spronare papà Mimmo e mamma Mariella a proseguire il cammino intrapreso, aiutati dalla loro splendida figlia Patrizia, nel quotidiano lavoro portato avanti dalla Fondazione che porta il nome di un angelo che, sicuramente, li segue da lassù.

Autore dell'articolo: Francesco Barritta

Francesco Barritta

Direttore responsabile del bimestrale TropeaInforma e del sito collegato, è stato collaboratore delle testate “Calabria Ora” dal 2007 al 2010 e “Gazzetta del Sud” dal 2010 al 2012. Ha inoltre diretto il mensile “Tropeaedintorni.it” dal 2010 al 2014 e ha scritto articoli per varie testate.

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