Ragnatele di silenzi

La Meligrana editore ha di recente pubblicato il nuovo libro di Nadezhda Georgieva Slavova dal titolo “Ragnatele di silenzi”. L’autrice è nata in Bulgaria il 26 ottobre del 1976 ma vive ad Alessandria da ormai sedici anni. È sposata e mamma di due bambini. Sin da piccola ha sempre dimostrato un grande amore verso la scrittura e la letteratura in generale. Ha pubblicato quattro raccolte poetiche: L’iride della poesia, Rupe Mutevole, 2013; Destini in versi, Rupe Mutevole, 2014; Curvando il pensiero, Rupe Mutevole, 2014; Notturno, Apodiafazzi, 2015; e due romanzi: La tredicesima porta, Rupe Mutevole, 2013 e Ragnatele di silenzi, Rupe Mutevole, 2015. Ha ottenuto numerosi e prestigiosi riconoscimenti in tanti concorsi letterari ed altre sue opere sono presenti in varie antologie poetiche.
Ragnatele di silenzi è la storia di due ragazze, Mirella e Vanessa, due adolescenti splendide e spensierate come lo sono tutte le ragazze alla loro età. Ciò che le lega va ben oltre l’amicizia, sono l’una la colonna dell’altra, l’appoggio, il sorriso. Mirella è ribelle mentre Vanessa è più timida e taciturna: questa è l’alchimia che hanno per completarsi l’un l’altra e che le rende inseparabili. Appena finita la scuola, decidono di partire per le vacanze, sulla riviera romagnola, dove il divertimento regna sovrano. In una sola notte, però, tutto quello che hanno di più intimo verrà loro strappato via. Non ci saranno più la meraviglia dell’ingenuità e lo stupore della vita; il colore dei loro occhi sarà coperto da una coltre di silenzio e da questo silenzio avrà inizio il peggiore dei calvari. Cosa succede quando il silenzio inghiotte una persona, una famiglia, una vita? Il romanzo è la risposta a questa domanda. La paura di vedere la delusione negli occhi dell’altro e la paura dell’emarginazione sono niente in confronto a tutto ciò che si può subire quando si decide di tacere per salvarsi. Non c’è salvezza nel silenzio, è una lezione che tutti dovrebbero imparare. Il romanzo, la cui narrazione è veloce e coinvolgente, è una lettura agghiacciante che lascia ampio spazio per riflessioni e domande. Se le due ragazze non avessero taciuto, le cose sarebbero andate diversamente? Chi è il vero colpevole in tutta la faccenda? E Giuseppe, poiché pentito, è adesso redento?

Autore dell'articolo: Redazione

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TropeaInforma.it - Autorizzazione del Tribunale di Vibo Valentia n. 1/14 del 01/07/2014 (ISSN 2420-8280)

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