In trepidante attesa per il varo della nuova Giunta

Siamo in trepidante attesa del formale varo della nuova Giunta frutto di quel senso di responsabilità tanto agognato dalla marea di associazioni tropeane, molte delle quali, dopo aver manifestato immenso apprezzamento per l’operato dei commissari osannati come dei super eroi, si sono rese conto che, forse, la politica non è poi così tanto malvagia soprattutto quando si tratta di perorare le proprie cause.
Noi, da sempre, nutriamo diffidenza verso chi invita alla “responsabilità” e una profonda avversione per la “responsabilità” all’italiana, che si può riassumere nella scellerata equazione do ut des, ragion per cui ci siamo fin da subito sottratti ad ogni ragionamento “responsabile” pur manifestando la nostra disponibilità a guardare con fiducia e a giudicare senza pregiudizi di sorta quella che sarà la nuova esperienza amministrativa.
Non possiamo, tuttavia, dimenticare il recente passato e fare finta che lo scorso agosto non sia accaduto nulla. Il riferimento è alla bocciatura trasversale, in sede di Consiglio comunale, del riequilibrio di bilancio (e non solo!), evento che avrebbe dovuto segnare la fine anticipata della consiliatura –  a prescindere dalla scioglimento per infiltrazioni – se non fosse stato per l’intervento, a mio avviso giuridicamente molto discutibile, della Prefettura di Vibo Valentia.
In quell’occasione, dunque, la responsabilità all’italiana ebbe come conseguenza la bocciatura del bilancio in ossequio all’equazione cui accennavo prima. Questa stessa formula oggi sta attentando al varo della nuova Giunta che, di conseguenza, qualora dovesse effettivamente vedere la luce, non nascerebbe sotto la migliore delle stelle a dispetto di qualche novità apprezzabile.
Effettivamente alcuni ipotizzati presupposti sembrerebbero positivi: il ritorno del dott. Tropeano sarebbe una garanzia sul fronte del decoro urbano (tutti abbiamo apprezzato il suo precedente impegno e siamo certi che anche in questa occasione non si risparmierebbe per rendere la Città più che presentabile) e l’ingresso dell’avv. D’Agostino, che si è distinto in positivo nell’interpretazione del ruolo di Presidente del Consiglio Comunale, rappresenterebbe una garanzia in vista di un confronto sereno e costruttivo con la minoranza. Validi presupposti che, ahinoi, rischiano di infrangersi contro il muro della responsabilità all’italiana, una responsabilità che, in mancanza di una contropartita, stenta a materializzarsi.
Questa logorante situazione di stallo non è quello di cui avrebbe bisogno la Città in questo momento storico che, al contrario, richiederebbe scelte ed interventi oltremodo tempestivi.
Tropea, oggi più che mai, ha bisogno di un’amministrazione nel pieno esercizio delle proprie funzioni, ragion per cui il Sindaco deve operare con urgenza una scelta tra il dimettersi per mancanza di una maggioranza effettiva, reale e duratura o l’andare avanti, come ha fatto in passato, nella consapevolezza di non avere una maggioranza coesa e leale al di là di mere dichiarazioni di circostanza e sfidando i dissenzienti a sfiduciarlo. Quello che sicuramente non dovrebbe assolutamente fare è tergiversare in tatticismi o, peggio ancora, sottomettersi alle pressioni che travalicano l’ordinaria dialettica politica pur di insediarsi, purchessia. L’ennesimo fallimento sarebbe alle porte e la Città non può permetterselo!

Autore dell'articolo: Giovanni Macrì

Giovanni Macrì
Libero professionista co-titolare dello studio legale Rombolà-Macrì, è stato vicesindaco di Tropea e ha ricoperto cariche dirigenziali in Enti pubblici e privati. Attualmente è membro del Consiglio comunale di Tropea, capogruppo di Forza Tropea.

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